Ghost Banning e Social Truths

Come capire se una piattaforma Social ci ha messo in ghost banning, e l’autenticità dei contenuti

Purtroppo i Social Media sono diventati veri e propri main stream, e questo fatto comporta anche una certa limitazione delle libertà peculiari di internet, degli albori delle comunità, oramai regolate da sistemi di controllo, anche invasivi e lesivi della libertà di espressione.

Inoltre la disinformazione non è una novità, ma con la crescita delle piattaforme di social media, è diventata più facile e veloce da diffondere. “Innocuo”, potresti pensare, ma sta diventando chiaro che la disinformazione può influenzare l’opinione pubblica, creare divisioni nella società e minare la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nei sistemi elettorali.

Tutto nasce dai problemi di controllare flussi di contenuti enormi e milioni di utenti, come ad esempio, ricordo le critiche, mosse ad un noto social, YouTube, nel nostro caso, che lasciava troppo tempo video che istigavano al razzismo, live stream di pazzi che nel nome di chissà quale ideologia hanno perpetrato vere e proprie stragi tenendo sull’elmetto una telecamera che inviava live le scene di morte e i stessi video sono rimasti visibili anche per giorni, facendo proseliti e replicando fatti di stragi analoghe.

Quindi i Big dei social network, vista la mole enorme di lavoro, hanno dato la possibilità di poter segnalare un contenuto inappropriato, delegando agli utenti stessi la responsabilità di segnalare e quindi bloccare un contenuto per essere revisionato dal team di moderatori del social stesso.

Inoltre c’è da sapere anche che il valore in borsa delle società come Facebook, YouTube, Instagram, Twitter e via dicendo valgono esponenzialmente a seconda di quanti utenti hanno in pancia.

Questo fa si che non ci sia un controllo della veridicità di un utente, noi stessi magari abbiamo più account sullo stesso network e questo di per se non è una cosa sbagliata.

Detto questo alcune società si sono organizzate costruendo migliaia di utenze fantasma, utilizzate poi da sistemi automatici, detti anche BOT, inizialmente per vendere like, condizionare i comportamenti degli utenti, fare disinformazione e trarne un profitto, secondo i miei punti di vista ogni social ha una gran parte di queste utenze attive, ovviamente si potrebbe correre ai ripari richiedendo i documenti di identità ad ogni singolo utente, facendolo diventare un utente verificato, ma perderebbero sicuramente migliaia di iscritti e di conseguenza valore delle azioni, per il motivo specificato sopra.

Questo fatto, secondo me, tollera o fa tollerare la presenza di utenti fittizi o utenti fantasma e o anche troll che quindi sono a tutti gli effetti utenti del social, ma non riferibili a nessuna persona reale, i troll, esistono anche per fare confusione o rovinare un post accendendo veri e propri flame (discussioni infuocate) e come saprete succede molto spesso.

Quindi per un motivo o per un altro ora ci troviamo in una situazione per cui è difficilissimo riuscire a scoprire se una notizia è vera e se un utente è reale, quindi se le segnalazioni sono genuine o sono utilizzate per bloccare quel determinato utente o censurare quel determinato contenuto.

Macome funziona il ghost o shadow banning?

Invece di bannare o chiudere l’account della persona, questa viene messa in una situazione che dal lato suo vede che i post che scrive sono pubblicati e sicuramente partecipa al social, dall’altra parte della platea invece non lo vede nessuno, questa azione è molto incisiva sul comportamento dell’utente che diventa socialdepresso e piano piano abbandona la piattaforma senza fare tante rimostranze…

Come fare per accorgersi di essere in ghost banning? In realtà è abbastanza semplice, basta chiedere a qualche altro amico che frequenta lo stesso social di verificare che il suo post sia visibile, se non lo vede il pubblico e lo vede solo chi lo ha scritto allora è sicuro di avere la misura di shadow ban attiva.

Spesso questo avviene in modo automatico anche se non si rispettano le regole, se ad esempio scrivete troppi post uguali, con lo stesso HashTag, viene percepito dal sistema come uno spam commerciale a quel punto dovete agire, volta per volta, social per social e porvi rimedio, ma per tutti vale la regola, non scrivete più per almeno 48 ore, tornate al profilo personale se avevate fatto l’upgrade a quello commerciale e sperate che il sistema vi riabiliti in automatico.

Social Truths uno dei nuovi grandi problemi è stabilire se una notizia trovata su internet è autentica, viviamo in una società iperconnessa e per questo l’origine di una notizia si perde in breve tempo, così stabilire anche la responsabilità di una fakenews è veramente complicato.

La sfida è riuscire a costruire un meccanismo che possa in qualche modo, portarsi dietro sempre l’origine della notizia, a mio avviso potrebbe riuscirci la blockchain, ora tra le varie condivisioni, gli utenti finti e quelli veri si finisce per inondare il web o i social di falsità e spazzatura, creando un ecosistema malsano… non sia mai che alla fine della giostra non si torni ai vecchi rapporti interpersonali dove ci si guardava negli occhi, si discuteva tra gruppi di amici ma nella vita reale.

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